• Paolo Arrigoni

Bando opere di messa in sicurezza del territorio: lo Stato premia l'inefficienza.Urgente l'autonomia


Lo sconcerto e l’amarezza di questi giorni da parte di alcuni ottimi sindaci e amministratori lecchesi e bergamaschi è più che comprensibile. Con le graduatorie del Bando per gli interventi per opere di messa in sicurezza del territorio sono stati esclusi dai contributi molti Comuni che, pur avendo gestito in maniera virtuosa le risorse pubbliche, oggi si ritrovano a non avere i fondi per la realizzazione di importanti opere per i cittadini.

I risultati del Bando, pubblicati il 13 aprile scorso dal Ministero dell’Economia, vedono il primo comune bergamasco in graduatoria al 626esimo posto ed il primo comune lecchese addirittura al 1606esimo.

Lo Stato richiede efficienza ai comuni e questo spesso si traduce in minori servizi e in una tassazione più alta per i cittadini, ma poi dimostra di premiare l’inefficienza e l’incapacità: scorrendo la graduatoria del Bando, infatti, è evidente come i Comuni risultati vincitori, fino alla 147esima posizione, siano tutti enti in dissesto.

Questo è il risultato di una norma stabilita dalla Legge di Bilancio 2018 che prevedeva che, superato dalle richieste il limite delle risorse disponibili (150 milioni per il 2018), l'attribuzione dei contributi del Bando venisse effettuata a favore dei Comuni che presentavano la minore incidenza dell'avanzo di amministrazione. Le possibilità che questa norma premiasse di fatto gli enti nelle peggiori condizioni finanziarie e addirittura quelli in disavanzo era stata sollevata dalla Lega in sede di esame della Legge, ma i nostri emendamenti di modifica sono stati sonoramente bocciati dalla maggioranza PD su parere contrario del Governo Gentiloni! Oggi, anche a fronte dei 300 milioni di euro che la Legge mette a disposizione per l’anno 2019 e dei 400 per il 2020, abbiamo ritenuto urgente depositare un’interrogazione al Ministro Padoan per chiedere che vengano modificati i criteri di assegnazione dei contributi premiando gli enti virtuosi e i progetti migliori.

Occorre ricordare che con il patto di stabilità, la contabilità finanziaria e i vincoli di bilancio i Comuni virtuosi non possono spendere i soldi in avanzo a meno che non vengano concessi spazi finanziari, pena il commissariamento! Vedere quindi premiate dallo Stato, con progetti di diversi milioni di euro, Amministrazioni comunali che hanno consolidato negli anni situazioni di dissesto finanziario e manifestato una profonda inadeguatezza nella gestione della cosa pubblica, non può che avvalorare quella forte istanza di autonomia che i cittadini lombardi e veneti hanno richiesto a gran voce con i referendum dell’ottobre scorso.

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© 2018 Paolo Arrigoni

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