• Paolo Arrigoni

CARO ENERGIA: IL "MANIFESTO" DELLA LEGA


Proroga e rafforzamento delle misure finora prese dal Governo contro il caro energia; spinta sulla produzione nazionale di gas e sulla ricerca sul nucleare. È una mozione "omnibus" quella presentata a Palazzo Madama dai senatori della Lega, primo firmatario il responsabile energia del partito Paolo Arrigoni.


Diciassette punti per impegnare il Governo contro il caro energia:

  1. prevedere per le imprese gasivore e per quelle diverse dalle gasivore la proroga del riconoscimento di un credito di imposta delle spese sostenute per l'acquisto di gas consumato anche nel terzo trimestre 2022, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al secondo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia subìto un incremento superiore al 30 per cento del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019;

  2. prevedere per le imprese energivore e per quelle diverse dalle energivore con potenza elettrica disponibile uguale o superiore a 16,5 kW, la proroga del riconoscimento di un credito di imposta delle spese sostenute per l’energia elettrica acquistata ed effettivamente utilizzata, e anche prodotta e autoconsumata, nel terzo trimestre 2022, nel caso in cui i costi sostenuti nel secondo trimestre 2022 abbiano subìto un incremento superiore al 30 per cento rispetto ai costi sostenuti nel medesimo periodo dell'anno 2019;

  3. prevedere la proroga almeno sino a settembre della riduzione delle accise di gasolio, benzina e GPL, anche aumentando l’entità della rideterminazione, nonché, per il gas naturale per autotrazione l’azzeramento dell’accisa e la riduzione dell’IVA nella misura del 5 per cento;

  4. prevedere per le imprese esercenti attività agricola e della pesca il riconoscimento di un credito di imposta delle spese sostenute per l’acquisto di gasolio e benzina, effettuato anche nel 3° trimestre dell’anno 2022, impiegati come carburanti per la trazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca;

  5. prevedere per le imprese di trasporto il riconoscimento di un credito di imposta delle spese sostenute per l’acquisto di gasolio, effettuato nel 3° trimestre dell’anno 2022, impiegato come carburante per i mezzi di categoria euro 5 o superiore;

  6. prevedere ulteriori contributi straordinari per comuni, province e città metropolitane per contrastare il caro energia e al fine di garantire la continuità dei servizi erogati;

  7. prevedere la proroga per il 3° trimestre della possibilità per i clienti domestici che dovessero trovarsi in condizioni di morosità di chiedere la rateizzazione delle bollette di elettricità e gas;

  8. prevedere la possibilità per le imprese di chiedere la rateizzazione degli importi dovuti anche per i consumi energetici, relativi ai mesi di luglio, agosto e settembre 2022;

  9. adottare le opportune iniziative al fine di estendere la riduzione dell’aliquota IVA al 5 per cento anche alla cessione del calore agli utenti finali tramite teleriscaldamento nonché alle somministrazioni di energia termica prodotta con impianti alimentati a gas naturale nell’ambito di un Contratto Servizio Energia di cui all’art. 16, comma 4, del Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n. 115, o di un Contratto di rendimento energetico di cui all’allegato 8 del Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n. 10;

  10. prevedere un fondo di garanzia al fine di favorire la realizzazione di configurazioni di comunità energetiche e di autoconsumo collettivo;

  11. assumere iniziative volte a ridurre l'imposta sul valore aggiunto anche per le bollette di energia elettrica;

  12. dare quanto prima attuazione alla “gas release” e alla “energy release”, anche valutandone dei potenziamenti, in modo da dare un beneficio temporaneo alle imprese esposte al caro energia e allo stesso tempo delineare un quadro strutturale virtuoso tale da sviluppare la produzione di energia rinnovabile e supportare uno sviluppo decarbonizzato della nostra industria;

  13. proseguire le iniziative di diversificazione degli approvvigionamenti del gas naturale al fine di accelerare l’affrancamento dal gas russo, nonché aumentare la produzione nazionale di gas naturale per rafforzare la sicurezza e la resilienza del sistema energetico del Paese e per diminuirne la dipendenza energetica dall’estero;

  14. assicurare il principio della neutralità tecnologica nel definire le politiche e nel promuovere lo sviluppo delle diverse tecnologie per il raggiungimento dei target climatici al 2030 e al 2050 e, in tale contesto, ad attuare un utilizzo equilibrato dei proventi delle aste ETS per calmierare i prezzi delle bollette di cittadini e imprese, senza tuttavia pregiudicare la quota destinata a finanziare interventi strutturali per la decarbonizzazione dei settori industriali manifatturieri, come previsto dalla Direttiva (UE) 2018/410 e dalle nuove prescrizioni del pacchetto "Fit for 55", anche attraverso la costituzione di un fondo di decarbonizzazione;

  15. favorire il dibattito sull'energia dell'atomo basato su rigore scientifico e una campagna di informazione, in particolare per la tecnologia di ultima generazione, nonché sostenere la ricerca tecnologica sui reattori a fissione nucleare di ultima generazione, oltre che alla fusione nucleare già oggi praticata da ENEA con aspettative però di lungo termine;

  16. recuperare il divario tecnologico favorendo collaborazioni e scambi di personale scientifico qualificato con Paesi dal riconosciuto know how in ambito nucleare, rilanciando corsi universitari di ingegneria e fisica nucleare, nonché a favorire la partecipazione a progetti internazionali e europei, anche mediante collaborazione diretta con Francia alla luce del trattato bilaterale;

  17. attivarsi, anche in sede europea, affinché nella imminente revisione del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), venga individuato un percorso calibrato delle politiche energetiche nazionali ed europee che contengano in futuro aumenti dei prezzi del gas insostenibili atti a comportare danni al sistema manifatturiero irreversibili, e al contempo non produca effetti positivi per la salute della terra, su cui l'Europa pesa solo per il 9 per cento di emissioni di CO2.

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