• Paolo Arrigoni

Convertito in legge il decreto Terremoto.Poco tempo, poche risorse, grande risultato!


Avevamo poco tempo e poche risorse, ma abbiamo voluto introdurre già in questa fase ogni possibile miglioria nel convertire il decreto Gentiloni che conteneva solo una manciata di norme fiscali. Ci siamo attivati in commissione speciale al Senato e, successivamente, abbiamo anche trovato 300 milioni per la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2018. Sanatoria per le casette costruite in emergenza da 1300 famiglie che, come nonna Peppina, hanno scelto di continuare a vivere nella propria terra; sbloccati i lavori di ristrutturazione di 3.000 chiese danneggiate attraverso il passaggio da regime dei lavori pubblici a quello privato; 60 giorni di proroga alle imprese aquilane così da consentire al Governo di avviare una negoziazione europea. Prime risposte concrete dunque, attese da tutto il Centro Italia, in particolare dalle Marche (che vantano il non invidiabile record dell’estensione più vasta del territorio danneggiato) e dall’Abruzzo, le cui imprese aquilane sono sottoposte a procedura europea di infrazione. Quest’ultima vicenda è uno dei motivi che hanno portato alla necessaria accelerazione dei lavori nonostante il fortissimo l’ostruzionismo a colpi di emendamenti. Dovevamo dare risposte certe in tempi certi. Lo abbiamo fatto intanto attraverso tregua fiscale e superamento della difformità edilizia privata perché intendiamo la ricostruzione in primis come ritorno alla vita delle nostre straordinarie comunità.

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© 2018 Paolo Arrigoni

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