• Paolo Arrigoni

Frits Bolkestein ha sbugiardato sinistra dando ragione alla Lega


La Lega nel dicembre scorso è stata determinante  per impedire al governo Gentiloni  di introdurre le aste per le concessioni balneari avrebbe distrutto un’eccellenza del turismo italiano.

Nel convegno tenutosi mercoledì scorso a Montecitorio Frits Bolkestein, già commissario europeo alla concorrenza, padre della direttiva servizi che porta il suo nome, invitato per un confronto con i balneari, ha ribadito quanto la Lega sostiene da tempo: la Direttiva approvata nel 2006, come sempre sostenuto dalla Lega e come confermato durante il convegno da F. Bolkestein, che ha ripetutamente dichiarato che le concessioni degli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi ma di beni, intendeva favorire la libera circolazione dei servizi e non mettere sul mercato finanziario internazionale il turismo costiero italiano. Il patrimonio demaniale italiano (le concessioni balneari, i porti turistici, la nautica da diporto) è una componente strategica essenziale dell’economia del nostro Paese, e come tale, nell’ottica di una tutela del preminente interesse nazionale, deve essere difesa, valorizzata e non svenduta sul mercato internazionale, come sarebbe accaduto con l’approvazione del disegno di legge delega del governo Renziloni di riordino del settore. Le spiagge e gli stabilimenti balneari fanno parte della nostra cultura, sono parte integrante di un comune sentire di un popolo, sono la memoria e la storia del turismo italiano negli anni, da più di un secolo, e come tali vanno tutelati, in Italia e a Bruxelles, con norme adeguate come accaduto del resto in altri paesi dell’Unione quali Spagna e Portogallo.

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© 2018 Paolo Arrigoni

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