• Paolo Arrigoni

Gas: il fossile che si riprende la rivincita in Europa (e in Italia)!


Gas: il fossile si riprende la rivincita in Europa (e in Italia). Ora di moda va il GNL, soprattutto quello da fracking!


Da oltre 20 anni la UE lo ha ignorato, considerato il male assoluto al pari degli altri fossili più inquinanti, ne ha ridotto gli investimenti e diminuito le coltivazioni dei propri giacimenti fino quasi ad azzerarle, così aumentando stupidamente con maggiori importazioni sia gli impatti ambientali sia la dipendenza energetica extra UE.


La Commissione UE lo voleva escludere dalla Tassonomia salvo poi ricredersi e reinserirlo dopo lo tsunami del caro energia abbattutosi nella seconda metà del 2021. Ora tutti hanno capito il ruolo strategico che il gas avrà nella transizione ecologica! Sono i progressi del pragmatismo.


Nessuno ne può fare a meno, del gas, e così ora tutti si affannano per affrancarsi da quello russo, dai ricatti di Putin, visto che per la UE a 27 lo scorso anno ha rappresentato ben il 35% dei consumi con i suoi 155 milioni di metri cubi! Tutti ad accaparrarsi rigassificatori (impianti ritenuti improponibili fino a poco tempo fa), flottanti o meno, e tutti ad approvvigionarsi soprattutto del GNL.


Del gas naturale liquido Biden, in accordo con la UE, ha promesso di incrementare forniture via nave per il vecchio continente di 15 miliardi di metri cubi entro l'anno; quantitativo importante, anche se però è solo un decimo di quanto arriva dalla Russia! Poco importa che quello USA è il 'famigerato' shale gas, ottenuto con la tecnica del fracking, tanto osteggiata dagli ambientalisti perché molto inquinante oltre che tanto energivora.


Insomma, di corsa dal gas russo a quello USA, fracking model, senza riflettere che forse ci sarebbe ancora tanto da sfruttare del gas italiano e europeo, nonché quello del continente africano o del mediterraneo orientale, che potrebbero consentirci una transizione più sostenibile e geopoliticamente più equilibrata!

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